Questa mattina leggevo lo status di un ex compagno di università. Diceva questo: "Che schifo! E' intollerabile notare che un nutrito numero di studenti universitari, persone che conosco, non sa le regole base della grammatica italiana. Ho pena per loro e compatisco me stesso, che vivo in un paese dove si accettano all' università porci e cani, persone che non dovrebbero avere tra le mani neanche il diploma! Se sbagli congiuntivi e condizionali, se non sei consapevole degli accenti, delle elisioni e dei troncamenti nelle forme verbali, dell' "acca" nel verbo avere, se non sai formulare una semplice frase in un italiano corretto, allora fai parte di quella parte (corpulenta purtroppo) di braccia rubate all'agricoltura! Che gran peccato.".
Conosco Dario da tantissimo tempo e so che è persona lucida e molto intelligente. Per questo sono abbastanza sicura del fatto che non c'è classismo nelle sue parole. Ma non mi ha trovata del tutto d'accordo.
Se c'è una cosa che detesto, più di ogni altra, sono gli errori grammaticali. Chi mi conosce, sa che quando capita a me, vado in iperventilazione e non ci passo sopra. E' anche abbastanza fastidioso per chi ascolta, perchè interrompo la conversazione e comincio a cospargermi il capo di cenere, neanche si trattasse del reato di lesa maestà. Ma io, gli errori grammaticali, non li sopporto.
E' altresì inaccettabile che uno studente universitario, che si suppone passi dei semestri interi sui libri, commetta errori così stupidi, come quelli tirati in ballo da Dario. Non credo però si tratti di braccia rubate all'agricoltura, ecco. Magari per qualcuno sì, ma non per tutti. Braccia rubate all'agricoltura sono quelle di chi se ne frega consapevolmente, delegittimando anche il tuo diritto a correggere l'errore "perchè non siamo a scuola".
Io sono tra quelli che correggono l'errore. Sono tra quelli che pretende mi si faccia notare quando sbaglio, perchè la grammatica, come la matematica, non è un'opinione e, quando sbagli, una penna rossa da qualche parte deve esserci.
Lo faccio anche con il maschiodellaspecie.
Insomma, è un fatto incontrovertibile che io sia una gran rompicoglioni su questo.
A poco più di tre ore da quello status, sul mio wall ne appare un altro, di un'altra persona, che critica fortemente gli errori grammaticali con una discutibilissima costruzione sintattica.
E mi sto violentando per convincermi a non scrivere a questa persona che guardare pubblicamente la pagliuzza nell'occhio altrui, senza considerare la trave nel proprio, è una pessima idea.
Il tutto con il CAPS LOCK attivato.
Ecchecca!

Tesoro, mi fa piacere che il mio pensiero ti sia valso l'input a discutere l'argomento (per versi davvero molto delicato).
RispondiEliminaLa goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata data dalla lettura di un testo scritto da un ragazzo che frequenta il secondo anno di università, iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche a La Sapienza. Non contando le abbreviazioni, discutibili per via del sopravvento della tecnologia cellulare e della tastiera T9(ma ammettiamolo, anche i latinisti medievali accorciavano le parole... Siamo quindi alla deriva della lingua italiana in quanto tale?), mi ha fatto sussultare che ci fossero errori del tipo: "non lo s'ho", "e bellissimo che..", "ai visto" e così via. Non c'era una frase che fosse stata scritta come Dio comanda. Se considero che il tipo in questione, si è diplomato in un liceo scientifico con voto 80, mentre io, che mai avrei fatto quel tipo di errore alla sua età (e ricorderai che ci conosciamo ormai da cinque-sei anni), mi son diplomato con un 75 di convenienza; se contiamo che forse la sua professoressa di italiano non gli ha mai corretto un compito decentemente; che nessuno gli ha fatto mai notare che parla un italiano spicciolo e greve e scrive "di merda" e infine che non è un errore di distrazione, perchè è possibile trovarne uno in ogni cosa che scrive (e qui vi è la differenza con me, con te e con quanti sono capaci ma non perfetti), allora io penso che sia troppo tardi per rieducare alla buona conoscenza della grammatica simili persone. Io sono per la pubblica istruzione, sono per il diritto al figlio del contadino di diventare dottore, ma non sono per "la metaforicamente parlando livella che accomuna gli studenti sullo stesso piano". C'è chi è più bravo e chi lo è meno, ma c'è anche chi non merita affatto di andar avanti con simili lacune. Dario
La cosa inquietante è che spesso certe persone non se ne rendono neanche conto. Ed hai ragione quando dici che buona parte delle responsabilità, presumibilmente sono da addebitare alla sua docente. Il T9 forse è l'ultimo dei numerosi ostacoli incontrati dalla lingua italiana fino ad oggi. Mario
EliminaCondivido pienamente lo sdegno per la triste situazione grammaticale a cui FB ci sottopone ogni giorno.... e anche io mi sono dovuta trattenere, qualche giorno fa, dal commentare lo status di una mia conoscente che diceva di provare pena per non so che errore terrificante.... peccato che avendola sentita più volte parlare in modo decisamente lontano dalla perfezione grammaticale, l'istinto era di mandare a quel paese lei e le sue pose da maestrina! ;D
RispondiEliminaBentornata Mari! =*
Annetta hai centrato perfettamente il punto.
EliminaGrazie per il bentornata! :-*