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lunedì 12 dicembre 2011

La gatta frettolosa...


Leggo su più testate una notizia bizzarra: un ragazzo di 21 anni, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Roma, ha dato i 29 esami previsti nel piano di studi in due anni. La stranezza, secondo le testate, sta nel fatto che l'Università gli avrebbe bloccato una carriera in così rapida ascesa perchè troppo veloce: deve attendere due anni. Ah, la media è del ventottovirgolaqualcosa. Lui, piccato, ricorre al Tar e, non appena sarà finita questa storia, andrà all'estero.

Cari i miei giornalisti scioccati da cotanta beffa, affascinati da cotanto genio e sprezzanti dei regolamenti universitari, vi svelo una cosa.
Per conto mio, se gli azzerassero la carriera, sarebbe una buona punizione: il ragazzo non è un genio. È solo un furbetto. E i furbetti mi fanno incazzare. A laurearsi in due anni, senza frequentare o seguire i corsi, son buoni tutti.
E chi gli va dietro, pensando che abbia ragione è un privilegiato. Di ragazzi che fanno lavoretti per mantenersi agli studi o anche solo per pagarsi qualche sfizio, è pieno il mondo. Parimenti il mondo è pieno di ragazzi che non riescono a stare al passo con il piano di studi, non perchè non gliingozziafareniente (tradotto: gradiscano l'arte dell'ozio), ma perchè il tempo va organizzato, rubato, allungato e stirato.
Il ragazzetto in questione probabilmente (fortuna sua, nessuno gliela toglie, beato lui), probabilmente non ha questi pensieri ed ha pensato bene di privarsi della grande opportunità che gli veniva offerta: la didattica. Non ha potuto frequentare perchè era impegnato con gli esami, perchè ha avuto l'arroganza di pensare che potesse farne a meno. Uno sprint che, genio quanto volete, ho seri dubbi che gli abbia lasciato qualcosa in termini di formazione. C'è un tempo per apprendere, per discutere, per confrontarsi (l'Università è soprattutto questo): lui se l'è giocato. Anzi, ha avuto la possibilità di giocarselo. Perchè, per potersi organizzare il tempo in questo modo, devi avercelo, non devi avere altri pensieri e devi stare solo su quello. Ecco perchè mi incazzo.
Quando si parla di meritocrazia e di genio, vorrei si tenesse conto soprattutto di questo. Quello di cui parlano i giornali non è merito tradito, ma arroganza giustamente punita.
A fare un esame al mese son buoni tutti.
Purchè tutti abbiano i tempi e gli strumenti per farlo.

mercoledì 9 settembre 2009

Videocracy. Mediocracy. Idiocracy.

Ieri sera sono andata al cinema a vedere Videocracy.
Per chi non l'avesse visto anticipo qualcosa: tre facce di culo che, ognuna a suo modo, contribuisce a drogare le già devastate menti della popolazione italiana che si presta. Alla fine muoiono tutti. Forse.
Mi domandavo se esiste un antidoto. Mi domandavo se questa follia di massa ad un certo punto finisce o continua all'infinito. Ieri guardavo l'avanzo di gal... Corona e mi veniva da vomitare. Guardavo il nan... premier e mi veniva da vomitare. Guardavo il papp... Lele Mora e mi veniva da vomitare. Poi però mi sono resa conto che è tutto legittimo. La follia è che quello che dicono e fanno è legittimo. Pensateci un attimo: questa gente è legittimata dalle migliaia di persone che baciano la terra dove camminano. Sono in grado di ipnotizzare quei poveracci che li seguono con quattro sorrisi e la prospettiva di fare soldi.
Tutte vogliono diventare veline. Ognuna offre quel che può, in senso letterale e figurato. Si diventa mogli di calciatori nella peggiore delle ipotesi, puttana di qualcuno che conta nella migliore.
Tutti vogliono sfondare nel mondo dello spettacolo. Vendendo la madre se necessario, ma tant'è.
Tutti vogliono essere sopra tutti (o tutte, fate voi). Soprattutto in tv.
Sono disgustata.
E mi domando se c'è una speranza, anche una sola, che l'idiozia di massa finisca, ci si svegli tutti quanti e si mandi a quel paese questa sonnolenza che rovescia tutti gli equilibri.



mercoledì 24 giugno 2009

Attenti al Berluscane. E' senza guinzaglio. Praticamente wireless.

Festeggiate amici ascoltatori. Sto scrivendo dal mio (mio, m - i - o) portatile! Questo è il primo post dal mio MSI portatile.
Già, già. Me con il pc di una marca che ricorda le camice nere. Mi verrebbe da piangere se non fosse che non diventerei fascista neanche se diventasse l'unico partito in tutta la galassia. Piuttosto mi vien da piangere dopo aver saputo delle ronde nere. Pare stiano cercando volontari. Non hanno preferenze sulle scelte politiche, non sono così chiusi. Però bisogna obbedire. Che mi ricorda qualcosa, ma non so bene cosa. Vi farò sapere dopo aver ripassato la storia contemporanea.
A proposito di assurdità dal mondo e dall'Italia (di assurdità si tratta: da dove possono arrivare altrimenti?), mi inchino davanti al veronese che ha chiamato il suo cane Berluscane. Lo hanno multato. Sono pronta per la colletta, se non altro per solidarietà.
Da impedita quale ero con il pc sto diventando davvero brava! Ho praticamente installato da sola la rete wireless sul portatile (fare di necessità virtù: quando si rompe il cavo di rete arrangiati in qualche modo!), chiedendo aiuto al 187, ma comunque senza fare la figura della montanara. Tralascio il fatto che mio fratello, il campione dei computer, ha tolto la connessione per non si sa bene quale motivo e adesso per riconfigurare la rete devo pagare 24,90 € per far venire a casa un tecnico di Alice. Già: niente connessione se non viene il tecnico offerto a soli ventiquattroeuroenovantacentesimi. Mi pare giusto. E io pago. Ma anche no, direi: maschiodellaspecie pensaci tu come il gigante buono!
In questo momento vi scrivo con le pagine del Carpanetto - Ricuperati davanti: sto studiando storia moderna. Fino a ieri non sapevo nè con chi, nè su che testi, nè quando avrei dovuto fare l'esame, poichè lunedì a Bari ho scoperto che hanno cambiato commissione e quindi libri di testo. Tutto ok se non fosse che io lunedì avrei dovuto darlo l'esame, mentre adesso devo aspettare martedì. Poco male: se il professore non ama il pericolo mi farà fare l'esame senza problemi. E se ama il pericolo? Avete presente l'incredibile Hulk irritato? Divento così.
Appunto, l'esame. Vado a studiare storia moderna, l'esame più inquietante del mio corso di laurea fino ad oggi. Perchè? Leggete sotto.

"A Versailles si disegnano gerarchie di tipo nuovo, sulla base del rapporto intrattenuto con il sovrano: non sono più i titoli che determinano il grado nobiliare, quanto la vicinanza al re."

(Benigno - Salvemini, Le regole del gioco, Laterza 2005).

Si riferisce naturalmente a Luigi XIV, ma a me sembra che possa, con le dovute modifiche, essere calzante per un altro personaggio politico più recente. Indovinate chi?

venerdì 22 agosto 2008

Politica, flagello degli Italiani

Io sono Attila.
A come atrocità
Doppia t come terremoto e traggedia
I come Ir di Dio
L come lac di sancue
e A come Adesso mi consenta caro amico, ma dobbiamo evitare un lac di sangue.

Quando su tutti i giornali è rimbalzata la notizia che il nostro (ahinoi) premier aveva evitato lo spargimento di sangue, non ho potuto fare a meno di ridere a crepapelle.
Primo, perchè non è credibile che proprio lui, che qualche anno fa ha appoggiato con tutte le sue forze l'altro compare guerrafondaio d'oltreoceano, volesse evitare una guerra a tutti i costi.
Secondo, perchè l'Italia è risaputo che è una sputazza negli equilibri internazionali.
Terzo, perchè tutte le volte che l'Italia si è messa in mezzo, non si è evitata la Guerra Mondiale, anzi.
Quarto, perchè Putin avrà anche la faccia da scemo, ma se è vero che questa telefonata è avvenuta, suppongo gli abbia riso via etere in faccia.
Se questa telefonata è avvenuta...
Già, perchè puntuale come un orologio svizzero, l'intera stampa italiana (che al momento non informa più la popolazione, ma si limita a riportare quanto detto in conferenza stampa dai politici), ha riportato la smentita.
"Lac di sancue? Col cavolo che i russi tolcono i carri ammati? Nooo, non è un gergo proprio del premier!"
Eppure quel "bagno di sangue" era familiare.
Ma sì. Era Attila flagello di Dio. Fine della storia.
E' il nostro personalissimo varietà, la politica. Alla gente piace guardarne la confezione e la trasmissione. E più numerosi sono i lustrini, più alto sarà l'audience. Se poi ci sono le vallette in reggicalze, ancora meglio. Un po' di buonismo qui, un tocco di kitch lì et voilà, il gioco è fatto. Senza pensarci troppo, chè il varietà del sabato sera non è fatto per pensare, ma per rilassare. Senza riflettere su ciò che ci viene servito, perchè c'è un regista apposta e non è compito nostro. Senza pensare che forse,una volta tanto, piuttosto che spettatori da poltrona Global Relax, dovremmo essere registi noi stessi.

lunedì 5 maggio 2008

Dei delitti e delle pene

Da Ansa.it
“I motivi del pestaggio di Nicola Tommasoli non sono politici e la spiegazione della sigaretta negata è plausibile. Lo ha detto il sostituto procuratore di Verona, Francesco Rombaldoni, che conduce le indagini sull'aggressione al giovane disegnatore industriale ricoverato in coma all'ospedale di Verona.”


Ora, caro sostituto procuratore, spero che ti si disintegri in testa l’anfiteatro. Giulietta verrà con il veleno e darà un seguito alla tragedia. Sappi che stai sparando sulla Croce Rossa e che, molto probabilmente Nicola non avrà la possibilità di dirti che hai detto una grossa cagata. In genere mettete il segreto istruttorio. In questo caso avresti fatto bella figura. Visto che eri in vena di chiacchiere, potevi anche aggiungere che uno degli autori del massacro era un pregiudicato (a 19 anni!), che girava con un coltello in tasca, che il fatto di motivare una barbarie con una sigaretta negata, non li rende meno colpevoli. Semmai di più.
A chi sta pensando di commentare la notizia dicendo “Rimettiamoci alla giustizia. Se il giudice ha detto così, forse ha ragione di pensare che sia come ha detto”, rispondo “Pussa via!”. Vi ricordo che stavate per mandare i giudici al manicomio, non molto tempo fa.
E quindi, ho ragione di pensare che forse, una volta tanto, ci avete preso. Non gongolate più di tanto. C’è da piangere.
Merda in faccia anche ai cretini che, all’ingresso dell’Ateneo, stamattina, hanno messo in scena questo capolavoro di drammaturgia:


Deficiente n° 1: Scusa amico, hai una sigaretta?
Deficiente n° 2: Sì, ma non voglio dartela.
Deficiente n° 1: Allora ti carico di mazzate! (segue divertentissimo siparietto del pestaggio)
Idioti eravate, idioti siete e idioti tornerete. Amen.


Hanno sventolato la bandiera della sicurezza in questo Paese. Hanno eletto un sindaco con la croce celtica al collo (complimenti anche a chi ha aggiunto prontamente “L’ha fatta benedire”). Hanno messo a sedere sulle poltrone gente che avrebbe portato i fucili in piazza. Ma non importa. I voti sono come gli ingredienti in cucina: tutto fa brodo.
Sono senza parole.


Ma veniamo a fatti un po’ più leggeri.
Oggi, c’era la verbalizzazione dell’esame di Diagnostica applicata ai Beni Culturali. E consegna della relazione di Antropologia, sul carbonio 14. Che è vero, come starete certamente pensando, che non ci azzecca, ma doveva essere corretta dalla docente di Chimica, perché quella di Antropologia si è presa l’anno sabbatico. È una giungla, lo so.
Dunque, partiamo dal presupposto che non vi renderò partecipi solo dei bei voti, perché comunque sono miei e sono frutto di ore passate sui libri. Sono orgogliosa pure del diciannove in Legislazione dei Beni Culturali, che la mia materia grigia ripugnava e ripugna tutt’ora. Ripugno anche il prof se è per questo, ma questa è un’altra storia di ordinaria disumanità e totale non - professionalità.
Diagnostica applicata ai beni culturali è praticamente un esame fatto apposta per permettere ai quattro snob di Chimica, e del relativo Dipartimento, di sminuire gli “ateneisti”.
Oggi ero “questa”. Non un nome. Non una matricola. Non un cognome.
“Ah, QUESTA viene dall’Ateneo”.
La professoressa ha impiegato circa mezz’ora per capire l’esame che avrei dovuto verbalizzare (non è più Chimica applicata ai BB. CC., come avevo scritto io, seguendo il piano di studi, perché adesso si chiama Diagnostica applicata ai BB. CC. Le piccole rivoluzioni si fanno partendo dal basso). Ha deliberatamente deciso che doveva farmi la ramanzina per un errore di stampa. Ha volontariamente preso tempo per verbalizzare. Mi ha detto esattamente quello che le avevo detto, circa i CFU e la verbalizzazione, appena entrata, ma ha fatto capire che aveva fatto LEI la scoperta del secolo. Sembravo una deficiente. Sono andata lì per verbalizzare un esame. Né sottopormi a quesiti chimici, né scrivere reazioni chimiche, niente di niente. Ho già dato. Dovevo solo mettere una firma e aspettare che lei facesse lo stesso. Ma siccome aveva deciso che io sono iscritta all’Ateneo e sono, per questo, ritardata mentale, mi ha fatto perdere mezz’ora. Per scrivere un cappero di 23 (questo l’esito della chimica mal riuscita, tra me e la Chimica), ci ha messo secoli.
Per l’esame importante, quello per cui stavo sulle spine, mi ha detto di tornare quando pubblica gli appelli (calende greche, vi aspetto). Liquidator, mi ha liquidata con l’acido solforico in un nano secondo. Leggere tre cartelle era per lei troppo faticoso. Al prossimo appello, mi dirà se la relazione va bene o meno. Vado in culo al mondo per firmare o sentirmi dire: sei un’incapace.
Amo l’Università.
Vi racconterei anche della lite furiosa tra fidanzati, a cui ho assistito in stazione a Bari, ma rischio di diventare logorroica e chiudo qui. Magari la conservo per quando mi mancheranno gli argomenti (ad esempio i prossimi giorni, in cui sembrerò un monaco in uno scriptorium).

martedì 15 aprile 2008

El Pais dice:

Sono profondamente amareggiata.

Ieri sera, guardando le percentuali, immaginavo il nanetto di Arcore seduto sulla sua bella poltrona damascata nella villa di Arcore, circondato dai suoi fedelissimi mentre beveva champagne, alla faccia di chi si illudeva che non sempre "non c'è due senza tre". Eppure i proverbi ogni tanto hanno ragione. Peccato che al non c'è due senza tre, segue "il quattro vien da sè". A me riesce difficile immaginare un quarto governo Berlusconi. Più che altro perchè mi riesce difficile immaginare l'Italia uscire illesa dal terzo governo Berlusconi.
Adesso mi rivolgo a voi, Popolo della Libertà.
Passerete i prossimi cinque anni sui divanetti di Buona Domenica a contestare con Paola Perego gli stipendi e gli affitti.
Convincerete i vostri figli a partecipare a Uomini e Donne perchè vi sembrerà l'unico modo per dar loro un futuro fatto di sicurezza economica.
Andrete da Rita Dalla Chiesa perchè non potrete permettervi una causa civile.
Vi adatterete a lavorare fino alla morte e vi sembrerà di aver fatto un affare.
Sarete schiavi del nulla politico e del fango mediatico.
Vedrete oscurata RaiDue perchè il colore della farfalla è il rosso.
Vedrete il resto dell'Europa indignarsi sentendo un uomo di fronte al quale voi vi prostrate.
Forse un pochino proverete vergogna. Allora quel giorno, prendete uno specchio, dite dieci volte "sono stato scemo" e poi prendete la scheda elettorale e pensateci bene prima di apporre la vostra croce.
Italia, se ti stai illudendo, sappi che non stai per rialzarti. Anzi, se prima eri in ginocchio, ti stenderai e lascerai che ti calpestino senza pietà.

Voy a Madrid. Alguien quiere venir conmigo?

venerdì 11 aprile 2008

Improvvisamente l'inverno scorso

Improvvisamente l’inverno scorso, siamo diventati tutti omofobici. Siamo è un’estensione, ovviamente. Me ne guardo bene dall’esserlo.
Che per caso, lo eravamo pure prima, e a sentir parlare di DICO ci è venuto il colpo apoplettico? Può darsi. Fatto sta che ieri il documentario Improvvisamente l’inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, mi ha un pochino sconvolto l’animo.
È una storia meravigliosa. Quella di Luca e Gustav.
È un Paese che indigna. L’Italia.
Vorrei parlare con il signore che ha detto che l’omosessualità e l’essere gay sono cose diverse. Essere gay è un’ideologia. Sì? E da quando? Te l’ha detto Ratzinger o Ruini?
Vorrei dire al Miles Christi, che personalmente non ho mai visto i miei genitori durante l’accoppiamento. Non vedo dunque perché si dovrebbe porre il problema con un bambino adottato da una coppia gay. Ah già. Il gay è osceno a prescindere.
Ad agosto due ragazzi che si baciavano ai piedi del Colosseo, sono stati multati per “atti osceni in luogo pubblico”. Io e il mio fidanzato ci baciamo spesso per strada. Ed ho la fedina penale linda e pinta come nella pubblicità del Dash.
Ho visto gente scendere in piazza di notte (e qui si apre una bella parentesi: perché di notte? Vi sentite un po’ sporchi? Siete sudici) perché, testualmente, “non mi interessa niente”.
Ho sentito gente dire che gli omosessuali sono contro natura.
Ho visto bambini strumentalizzati per un Family Day, di cui un giorno, spero si vergogneranno e, come disse Primo Levi in altre circostanze, “torcano il viso” da quei genitori gretti e meschini che li hanno usati per discriminare. Sfido tutti quei bambini a darmi delle risposte. Bambini a cui viene insegnato che l’amore viene prima di tutto. E si trovano in piazza, convinti di andare ad una gita fuori porta, senza rendersi conto del peso che quella piazza gremita di gente(aglia) può avere.
Romei e Giuliette del nostro tempo, dove a fare da famiglie Montecchi e Capuleti, ci sono famiglie a cui loro non devono nulla. Non li hanno messi al mondo, non li hanno accuditi, non li hanno amati. Una “Santa Romana Chiesa” a cui si deve obbedire a prescindere, anche quando questo significhi sopprimere l’individuo.
Mi chiamo Mariolina, ho 22 anni e sono eterosessuale. Se i DICO verranno approvati, non diventerò omosessuale. Questo per tranquillizzare quel signore, che a Gustav ha detto che se i DICO fossero approvati, tutti diventerebbero gay e l’umanità si estinguerebbe. Onestamente se l’umanità è questa se ne può fare a meno.
Non mi sembra che i Greci si siano estinti. Eppure so che non censuravano l’amore fra soggetti dello stesso sesso. Questo avveniva centinaia di anni prima di Cristo. Prima della Santa Romana Chiesa. (E poi Gesù ha detto “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”, non ha detto “Amatevi gli uni gli altri stando attenti al sesso”).
Negli anni ’30 del secolo scorso, il Dott. Alfred Kinsey, a proposito di una ricerca sul sesso nella sua carriera di zoologo, asserisce che un rapporto tra un soggetto xy e un soggetto xy, non ha differenze qualitative rispetto ad un rapporto tra un soggetto xx ed uno xy. È scienza, non fanta-scienza.
Freud diceva che l’orientamento sessuale non è né una devianza, né una malattia, né è contro natura. Lui diceva che fosse una questione di pulsione sessuale non indirizzata al sesso opposto, ma al soggetto con gli stessi alleli.
Vi racconto una cosa che mi ha lasciata perplessa.
Nel 2003 esce presso Einaudi un libro di Piergiorgio Paterlini  Matrimoni. È una raccolta di storie d’amore che mi ha commossa. È uno dei libri che ho riposto sulla mensola, contenta di averlo letto.
Parla, però, di storie d’amore gay. Giovani e meno giovani, raccontano la loro esperienza, alternandosi, così da avere entrambi i punti di vista del rapporto di coppia. In copertina quattro gambe, semicoperte da accappatoi, si affiancano presumibilmente in cucina. Il libro è meraviglioso. L’ho consigliato, come faccio sempre quando un libro mi piace. Purtroppo la quarta di copertina non mi ha aiutato. Ho visto gente “aperta”, chiudere il libro e riporlo, perché “non è un argomento che mi tange”. E invece il libro è proprio destinato a loro.
Il libro esce nel 2005 ristampato in una nuova veste. Il titolo stavolta è diverso. Matrimoni Gay. Ovviamente la scenetta della quarta di copertina non si presenta nemmeno. Non appena leggono gay, lo snobbano senza pudore. Insisto, poi mi sorridono e dicono “non è il caso”.
Non è il caso di far cosa? Di civilizzarci? Ma non ci rendiamo conto minimamente che siamo nel 2008 e sembra il 1600?




Costituzione Italiana - Art. 3.


Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.



 

giovedì 6 marzo 2008

I razzisti sui binari per favore

Questa settimana sono ricominciate le lezioni. Che prevedono il viaggio di andata e ritorno per Bari. Il regionale per Bari è la traduzione in sedute blu, sporche e scomode del mondo di oggi. C'è lo studente, il lavoratore, il dottorando, il fillonista, la coppia di vecchietti che deve andare al Policlinico per il check-up, il cinese con merce al seguito. Ovviamente delle tipologie sopra riscontrate c'è il corrispettivo nella versione tollerante, silenziosa, urlatrice, razzista, simpatica.
Stamattina durante il viaggio di andata assisto ad una scenetta vergognosa che mi ha fatto vergognare per l'autrice.
Il treno arriva e qualche minuto dopo aver preso posizione, mi raggiunge una ragazza sui vent'anni, carina, sorriso simpatico, che con discrezione mi chiede di potersi accomodare accanto a me. Le rispondo di sì, perchè non aspettavo nessuno.
Il viaggio inizia con Piergiorgio Odifreddi nell'orecchio, che in una radio presenta il programma della prossima edizione del Festival della Matematica a Roma. Quando il segnale mi abbandona, prendo il mio libro ed inizio la lettura, con il biglietto tra le mani, così quando il controllore arriva, posso ritornare a leggere più in fretta.
Treno a Trani. Sale una signora di colore sulla quarantina. Anche lei si avvicina dove sono seduta e indicando il posto davanti al mio, chiede di potersi accomodare. Io le dico: Prego, faccia pure. In coro con me la ragazza di prima: Mh...no.
Al che la signora resta interdetta e resta un attimo in piedi. Un ragazzo sull'altro corridoio di poltroncine le indica gentilmente il posto accanto al suo.
Io: (capa fresca e senza malizia) Aspetti qualcuno?
Lei: (faccia di culo) No. È che questi si prendono tutta la libertà che vogliono. Gli dai una mano e si prendono il braccio, te lo dico io. Non sia mai ci rubava qualcosa dalle borse.
Il tutto in un tono di voce sufficientemente alto perchè la signora potesse udir bene.
Al che (siccome queste sono le cose che maggiormente me le fanno roteare) mi sono alzata con il treno appena partito (fatto che nella testa bacata dell'imbecille che avevo a fianco, aveva dell'incredibile, perchè giustamente, dove vai se non puoi scendere?). Ho preso la borsa, il cappotto e con il libro nell'altra mano le ho chiesto di farmi passare.
Lei: (faccia di culo da guinness) Ma il treno è già partito! Dovevi scendere?
Io: (lingua dove non batte il sole? Mai) No. Però mi sposto, non si sa mai arrivi qualche tuo amico a rubarmi il portafogli.
Ovviamente non sono fierissima della mia uscita, però se aveste visto la faccia di quella donna, capireste bene perchè ho agito così.
Mi chiedo io, ma nel 2008, perchè non ti muri in casa, se non sei in grado di gestire le relazioni sociali col mondo?
Stupida ragazzina viziata, razzista e cattiva. Sei patetica. Sei la stessa imbecille a cui gli amici fregano i soldi in casa. Però siccome i tuoi amici sono quelli ricchi e viziati come te, non ti sogni neanche di dare la colpa a loro e la dai alla filippina. Sei la stessa cretina che a scuola piangeva solo sentendo parlare degli italiani immigrati in America. E siccome oggi l'America è casa tua, non vuoi dividerla con nessuno. Sei la stessa persona abominevole che va in crociera con i genitori, si fa servire la colazione in camera dal cameriere indocinese e fa una smorfia di disappunto.
Ecco chi sei. È inutile che ti travesti da brava ragazza. Dentro hai uno sporco che non si laverà via neanche con la soda caustica. Buona fortuna. Mi auguro che tu possa capire un giorno.
E' vergognoso. Quella donna non meritava un trattamento del genere. 


Il mio cervello ama gli happy end. E allora invece di capire cosa stessi leggendo, durante il resto del viaggio ho immaginato un seguito.
La stessa ragazza va a lezione e inizia una nuova disciplina.
La sua professoressa è la signora di colore.
Sorrido di nuovo.



lunedì 3 marzo 2008

Sei invitato a...

Sono reduce da un fine settimana a prova di Candid Camera.
A lungo la nostra eroina ha cercato le telecamere, ma non c'è stato verso di trovarle. Probabilmente perchè non c'erano. E la cosa ha un che di spaventoso.
A devastarmi, il sabato sera. Location: Lampara. Motivo (perché se vado in discoteca c'è un motivo. Non pago 20 euro per ballare in un ambiente che sa di Acqua di Giò e sudore): festa di compleanno.
Sarà che io sono abituata a sabato sera goderecci circondata da persone che non hanno necessariamente le firme anche lì dove non batte il sole.
Sarà che è un tipo di divertimento che non mi appartiene.
Sarà che sono contro gli sprechi.
Mi sono trovata un pochino fuori luogo. Giusto un po'. Quel tanto che basta per avermi convinta a chiamare un po' di persone perchè venissero a prelevarmi (grave errore lasciare la macchina). Risultato: tutti nel proprio letto e io bloccata su un divanetto tra bottiglie di prosecco da una parte e untz untz dall'altra.
Alla mia domanda "ma cosa spinge un lavoratore, che presumibilmente si spacca il culo tutta la settimana, a spendere l'intero stipendio per ostentare un inesistente benessere?", un ragazzo risponde "Neh, e che devono fare con i soldi che guadagnano?".
Se non fossi stata stanca, gli avrei staccato la testa.
E gli avrei urlato nella cavità cerebrale: M-I S-E-N-T-I? C-H-E C-O-S-A H-A-I N-E-L C-E-R-V-E-L-L-O?
Signori vi rispondo io: nulla. Perchè, visto che la situazione economica del Paese non è il quarto mistero di Fatima e, probabilmente, le loro stesse famiglie vivono la drammatica questione de "l'ultima settimana del mese", o non hai nulla nel cervello, o ti manca il buon senso. A trent'anni, mi auguro che ti manchi il cervello, perchè se è il buon senso che ti manca è grave.
Buona settimana.


sabato 16 febbraio 2008

A volte ritornano

In La terra dei cachi si scherzava. Più o meno. Diciamo meno.
Ma ho notato (non so se ciò avviene perchè frequentatori di questo blog anche loro) che i politici hanno risposto piuttosto favorevolmente alla proposta di fare della campagna elettorale una pagliacciata.
Bene, bene.
Presto gli schieramenti con le tutine nei vari colori. Escludendo il bianco e il blu, proporrei delle magnifiche tutine a righe bianche e nere. Accessorio moda: una palla attaccata al piede.

Berlusconi ha dato il via a quello che rende famosa in tutto il mondo la sua campagna elettorale: dire e fare stronzate. Ha fatto sapere agli italiani che Biagi voleva una liquidazione molto alta e che si è battuto molto affinchè non andasse via dalla Rai. Ovviamente. Non poteva essere altrimenti. E' chiaro che in virtù della trasparenza che lo lega agli Italiani, doveva dire questa cosa che aveva nel cuore da tanto, tantissimo tempo.
Peccato che il grande Biagi è (riposi in pace) dove non potrà mai rispondere. Piccole meschinità dell'omino di Arcore aumentano. Io però una mezza idea me la sono fatta. Spero anche gli altri.
A proposito di Berlusconi, il mio blog probabilmente lo apprezza molto. Apro la finestra e quotidianamente mi offre aggratis la possibilità di ricevere le riviste di Forza Italia. Sarà un omino, ma è anche un concentrato di generosità.
Casini, dopo giorni e giorni di silenzio (sembrava la Rowling alla vigilia dell'uscita dell'ultimo episodio di Harry Potter), fa sapere che corre da solo. Va bene. Tu vai, che ti veniamo dietro.
Pannella e Ferrara nel frattempo si scannavano sull'aborto. Ferrara vuole uno scontro in teatro. In tv non ci sta. Cos'avrà voluto dire?
Veltroni presenta i suoi punti. Effettivamente mancando un pochino di originalità. Ma si sa, il classico non tramonta mai.

E' indetta ufficialmente la campagna rutto-libero.
L'idea mi è venuta grazie a MagoSilvan, il quale mi ha chiesto gentilmente di poter ruttare durante le esibizioni di Politici di Maria De Filippi. Ebbene. Potete farlo tutti, scrivendo Burp! e lo scivolone del caso che si è meritato il rutto. Giusto per riuscire a stare dietro alle buffonate che ci vengono presentate. Magari le mandiamo in Senato. Al posto degli sms da casa, mandiamo i rutti da casa.
Prima di piangere per l'esito, proviamo a divertirci un po'.


giovedì 14 febbraio 2008

La terra dei cachi

Bene. Un paio di giorni per abituarmi alla nuova grafica. Un paio di giorni per annusare questo luogo.
Un paio d'anni per imparare ad usare bene il manuale di splinder. Diciamo per tradurlo.
La nuova grafica effettivamente lascia parecchio a desiderare, però non possiamo fare cinquantaquattro blog barlettani con le scrivanie o con le penne, perchè sennò i "forestieri" potrebbero pensare che a Barletta ci sia una grande azienda che si occupa dell'arredamento per gli uffici e che tutti insieme appassionatamente ne facciamo parte. Infatti sto provvedendo a ricattare il mio moroso per cambiare la grafica e tirarne fuori una cosa carina. Lui cambia e io scrivo. Due cuori, un cervello informatico e uno letterato.
Scherzi a parte.

Ieri su Leggo: "La polizia irrompe nella sala parto".
E subito dissi: "Non è possibile. Cosa si inventano per riempire i giornali!".
E invece è vero! Livia Turco denuncia la caccia alle streghe. Io penso che stiamo lentamente impazzendo e che pur di non risolvere le grandi questioni del Paese, si glissa tirando fuori dal cilindro problemi di etica e strumentalizzazioni varie che spostino la testa dell'opinione pubblica dall'altra parte rispetto alla campagna elettorale. Che è diventata una barzelletta allucinante! Signore e signori, la prossima puntata di "Chi vincerà stavolta?" a La sai l'ultima. I dibattiti politici non mi hanno mai divertito tanto quanto durante le campagne elettorali. Ma questa ragazzi è da conservare nel cuore.
Probabilmente potremmo fare la campagna elettorale tipo le serate di Amici, con Veltroni che balla la Salsa (alla domenica in famiglia), Berlusconi che canta Non dirgli mai (a Fini) e Mastella che recita in Questa o quella è la mia terra.
Poi si può andare tutti al televoto e vedere chi vince. Ovviamente chi non vince ha sempre la possibilità di provarci con Uomini e Donne sul trono o da corteggiatore, oppure di rivolgersi alla sig.ra Alda a Ricomincio da qui. E comunque ricominciano.
Ma perchè complicarsi la vita e parlare a vanvera quando si può portare tutti gli elettori alle urne-telefono? Si può anche votare più volte, senza che nessuno abbia nulla da ridire stavolta.



A presentare l’evento chiameremmo Maria De Filippi sempre per esperienza e per rispettare le quote rosa. Il Teatro Ariston ospiterebbe l’evento, visto che si parla delle elezioni italiane e in genere ospita le più importanti kermesse del Bel Paese. I biglietti li trovate allo stesso botteghino che vende i biglietti per il processo di Erba. Stiamo valutando l’ipotesi di un’offerta speciale per chi li acquista prima del 31 marzo.



Signori, suvvia, un po’ di elasticità mentale. Proviamo ad andare incontro al progresso.