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lunedì 12 dicembre 2011

La gatta frettolosa...


Leggo su più testate una notizia bizzarra: un ragazzo di 21 anni, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Roma, ha dato i 29 esami previsti nel piano di studi in due anni. La stranezza, secondo le testate, sta nel fatto che l'Università gli avrebbe bloccato una carriera in così rapida ascesa perchè troppo veloce: deve attendere due anni. Ah, la media è del ventottovirgolaqualcosa. Lui, piccato, ricorre al Tar e, non appena sarà finita questa storia, andrà all'estero.

Cari i miei giornalisti scioccati da cotanta beffa, affascinati da cotanto genio e sprezzanti dei regolamenti universitari, vi svelo una cosa.
Per conto mio, se gli azzerassero la carriera, sarebbe una buona punizione: il ragazzo non è un genio. È solo un furbetto. E i furbetti mi fanno incazzare. A laurearsi in due anni, senza frequentare o seguire i corsi, son buoni tutti.
E chi gli va dietro, pensando che abbia ragione è un privilegiato. Di ragazzi che fanno lavoretti per mantenersi agli studi o anche solo per pagarsi qualche sfizio, è pieno il mondo. Parimenti il mondo è pieno di ragazzi che non riescono a stare al passo con il piano di studi, non perchè non gliingozziafareniente (tradotto: gradiscano l'arte dell'ozio), ma perchè il tempo va organizzato, rubato, allungato e stirato.
Il ragazzetto in questione probabilmente (fortuna sua, nessuno gliela toglie, beato lui), probabilmente non ha questi pensieri ed ha pensato bene di privarsi della grande opportunità che gli veniva offerta: la didattica. Non ha potuto frequentare perchè era impegnato con gli esami, perchè ha avuto l'arroganza di pensare che potesse farne a meno. Uno sprint che, genio quanto volete, ho seri dubbi che gli abbia lasciato qualcosa in termini di formazione. C'è un tempo per apprendere, per discutere, per confrontarsi (l'Università è soprattutto questo): lui se l'è giocato. Anzi, ha avuto la possibilità di giocarselo. Perchè, per potersi organizzare il tempo in questo modo, devi avercelo, non devi avere altri pensieri e devi stare solo su quello. Ecco perchè mi incazzo.
Quando si parla di meritocrazia e di genio, vorrei si tenesse conto soprattutto di questo. Quello di cui parlano i giornali non è merito tradito, ma arroganza giustamente punita.
A fare un esame al mese son buoni tutti.
Purchè tutti abbiano i tempi e gli strumenti per farlo.

mercoledì 1 luglio 2009

Il mio neurone è una scheggia

Il mese di giugno non poteva concludersi in modo migliore: ho superato lo scoglio di storia moderna. Ventinove/30 è la valutazione del prof.
Per celebrarlo e coronare degnamente il successo, una figuraccia non potevo farmela mancare. Ci ho riso troppo per le due ore successive, perchè è una di quelle cose che in genere fanno vedere nelle sit com, quelle situazioni che dici "Seeee! Mica ci sono sul serio figuracce del genere!". Ora sono certa che possono esistere sul serio.
Con due amiche cerco un posto sul treno. Troviamo tre posti liberi: su quattro sedili disponibili, uno è occupato da un signore di circa quarant'anni. Ci sediamo.
Passa il controllore. Biglietto qui, biglietto là, trallallerollallà. Il signore non ha il biglietto: si alza e si allontana con il controllore per tornare dopo qualche minuto al suo posto. Noi continuamo a chiacchierare come prima.
Premessa: ieri mattina il secondo binario di Barletta era occupato da circa duecento persone dirette a Lourdes. Avevano spalmato sui binari valigie, tende da campeggio, barbecue, sarcofaghi, copie del Laocoonte, sagome di Antonella Clerici, plastici di Villa Certosa con Bruno Vespa ad illustrarli. Le duecento persone naturalmente erano posizionate a venti centimetri dai binari, per tutelare il patrimonio da portare in viaggio. Passa un treno ad alta velocità, il cui capotreno stava giocando alla prova di virilità con la velocità della luce: vinceva lui. I villeggianti impassibili, sembrava non si fossero accorti del passaggio di un treno a trecento km orari, a due centimetri dalle loro facce.
Nel frattempo un ragazzo dell'esercito, in divisa (con un marcato buon senso evidentemente), lì vicino borbottava:
- Eh, ma non si spostano, sono incoscienti! Ma non lo so io! Poi ci si scandalizza quando succede qualcosa! Ma se le cercano!
Io l'ho guardato, ma non ho detto niente, anche perchè penso che gli incoscienti siano quelli che sparano i treni a tutta velocità nelle stazioni, soprattutto se non ci sono binari intermedi su cui farli correre.
Fine premessa.
Racconto l'episodio alle mie due amiche. La mia delicata e silenziosa voce da elefantessa in calore penso non abbia bisogno di presentazioni.
Io: Ragazze, stamattina ho visto una cosa allucinante! Quei PAZZI CRIMINALI delle Ferrovie dello Stato hanno lanciato un treno a tutta velocità con il secondo binario stipato di gente fino ai bordi! Era il Freccia Rossa, Freccia Argento, Luna Rossa... boh! Comunque i nuovi treni veloci.
Interviene per la prima volta il signore seduto con noi.
Signore: Luna Rossa è la barca.
La mia vena comica sarà anche scarsa, ma insomma: Luna Rossa era una battuta.
Io: Ah, già. Freccia Rossa!
Lui: Quel treno è Freccia Argento.

(Ehm... ehm... Gulp!)

Io: ... Ferrovie dello Stato per caso?
Amica: Oh mio Dio! Gli hai dato del pazzo criminale!!!
Ebbene, sì. Cioè. Non sono sicura che quell'uomo fosse delle FS, ma temo che sia proprio così. Il neurone si è svegliato solo stamattina. Dopo storia moderna l'ho lasciato dormire e come avete potuto leggere gli effetti non si sono fatti mancare!
Che dite lo vinco il Figur e' mmerd Award 2009?


mercoledì 24 giugno 2009

Attenti al Berluscane. E' senza guinzaglio. Praticamente wireless.

Festeggiate amici ascoltatori. Sto scrivendo dal mio (mio, m - i - o) portatile! Questo è il primo post dal mio MSI portatile.
Già, già. Me con il pc di una marca che ricorda le camice nere. Mi verrebbe da piangere se non fosse che non diventerei fascista neanche se diventasse l'unico partito in tutta la galassia. Piuttosto mi vien da piangere dopo aver saputo delle ronde nere. Pare stiano cercando volontari. Non hanno preferenze sulle scelte politiche, non sono così chiusi. Però bisogna obbedire. Che mi ricorda qualcosa, ma non so bene cosa. Vi farò sapere dopo aver ripassato la storia contemporanea.
A proposito di assurdità dal mondo e dall'Italia (di assurdità si tratta: da dove possono arrivare altrimenti?), mi inchino davanti al veronese che ha chiamato il suo cane Berluscane. Lo hanno multato. Sono pronta per la colletta, se non altro per solidarietà.
Da impedita quale ero con il pc sto diventando davvero brava! Ho praticamente installato da sola la rete wireless sul portatile (fare di necessità virtù: quando si rompe il cavo di rete arrangiati in qualche modo!), chiedendo aiuto al 187, ma comunque senza fare la figura della montanara. Tralascio il fatto che mio fratello, il campione dei computer, ha tolto la connessione per non si sa bene quale motivo e adesso per riconfigurare la rete devo pagare 24,90 € per far venire a casa un tecnico di Alice. Già: niente connessione se non viene il tecnico offerto a soli ventiquattroeuroenovantacentesimi. Mi pare giusto. E io pago. Ma anche no, direi: maschiodellaspecie pensaci tu come il gigante buono!
In questo momento vi scrivo con le pagine del Carpanetto - Ricuperati davanti: sto studiando storia moderna. Fino a ieri non sapevo nè con chi, nè su che testi, nè quando avrei dovuto fare l'esame, poichè lunedì a Bari ho scoperto che hanno cambiato commissione e quindi libri di testo. Tutto ok se non fosse che io lunedì avrei dovuto darlo l'esame, mentre adesso devo aspettare martedì. Poco male: se il professore non ama il pericolo mi farà fare l'esame senza problemi. E se ama il pericolo? Avete presente l'incredibile Hulk irritato? Divento così.
Appunto, l'esame. Vado a studiare storia moderna, l'esame più inquietante del mio corso di laurea fino ad oggi. Perchè? Leggete sotto.

"A Versailles si disegnano gerarchie di tipo nuovo, sulla base del rapporto intrattenuto con il sovrano: non sono più i titoli che determinano il grado nobiliare, quanto la vicinanza al re."

(Benigno - Salvemini, Le regole del gioco, Laterza 2005).

Si riferisce naturalmente a Luigi XIV, ma a me sembra che possa, con le dovute modifiche, essere calzante per un altro personaggio politico più recente. Indovinate chi?

domenica 19 aprile 2009

Chi l'ha visto? Io!

Mr Bean in gonnella colpisce ancora.
Vi ricordate questo post? C'è una seconda puntata.
Ho ritrovato il libretto universitario perduto.
Era in una tasca di una borsa nella mia camera.
Mr Bean (l'originale) in una conferenza stampa ha dichiarato che, avendogli io fregato il titolo di Idiota dell'anno, non ha più senso continuare la sua carriera. Si ritira dalle scene e lascia a me lo scettro.
Sono molto orgogliona.
E comunque, io l'avevo detto:
"PS. 10 a 1 che appena arriva il libretto nuovo, salta fuori quello vecchio."
Mi conosco troppo bene.

martedì 13 maggio 2008

Welcome to the jungle

Ho appena percorso i 55 km che separano la mia dimora da Bari. Ho fatto il percorso inverso in verità. La mia giornata barese è appena finita e ne comincia un'altra a Barletta. Sempre a suon di pagine.
Routine insomma. O quasi.
Frequentare l'Università a Bari è un'avventura. Nell'articolo che ho scritto per la Controguida dell'Udu di Bari, la presento come una giungla. E lo è.
Frequentare Scienze dei Beni Culturali è un film d'azione con effetti speciali di ultima generazione. Già, perchè Scienze dei Beni culturali gode di due sedi (una centralissima in Ateneo e un'altra nel palazzo di Santa Teresa a Bari Vecchia) e di diverse gite al Campus e alla Soprintendenza.
Di Bari Vecchia non ho mai avuto paura. Al primo anno ho conosciuto una ragazza che veniva da Napoli ed aveva paura di Bari Vecchia. Le ho praticamente riso in faccia. Non c'è nessun pericolo ho sempre detto. Mi hanno insegnato che, rispettare il codice tacito esistente tra gli studenti di Santa Teresa e i residenti, è la prima regola. Facce strane ne trovi, ma basta camminare dritto per l'arcata che porta al dipartimento. E nessuno rompe le scatole. Una volta ho visto una ragazza di circa dodici anni che, seduta davanti alla porta di casa, girava le orecchiette fatte con le sue mani. Poesia pura. Questa è per me Bari Vecchia.
Eppure, se tutti dicono che è pericolosa, qualcosa deve esser vero. Se oggi un signore, indicandomi la Soprintendenza, mi dice di stare attenta, un motivo ci sarà.
Ed il motivo c'è.
Complice un gelato, io e la mia compagna di corso, siamo state adocchiate in un bar da due tipi con facce non proprio affidabili. La sottoscritta (cagasotto di natura) si getta al centro della strada e inizia a camminare sempre più velocemente tirando per un braccio l'amica. Indecise su quale strada prendere, scegliamo quella per il porto che passa per il commissariato di Polizia. I due hanno finalmente desistito. E meno male che oggi nel porto di Bari c'era Costa Fortuna! Se non c'era Fortuna cosa dovevo aspettarmi una rapina a mano armata?
Va bene, avevate ragione tutti. Sono un'incosciente se mi avventuro nelle viuzze di Bari Vecchia e fino ad oggi sono stata fortunata.
Un saluto al gentilissimo poliziotto che si è offerto di accompagnarci fino all'Ateneo "poi purtroppo dovete fare da sole perchè devo tornare qui". Grazie anche ad una non meglio specificata ragazza/poliziotta, che ha fatto la strada con noi. Troppo carini.

PS. In tutto questo avevo il gelato in mano. Un ghiacciolo che ha assiderato le mie dita prima e che si è fatto trovare sciolto poi.

mercoledì 7 maggio 2008

Computer mon amour!

Notizia straordinaria!
Berlusconi sta per salire sul colle! Che stia per buttarsi giù? Lo speriamo fortemente.
Non so da voi, ma qui è arrivata la cosiddetta estate dei cornuti. Almeno stando a quanto la genitrice ha affermato appena è rientrata a casa dal lavoro. In effetti la mia t-shirt gialla è abbastanza indifferente al vento ancora fresco che sta fuori. Ma visto che io starò dentro ancora per un po’, mi posso permettere anche il bikini.
Non mi hanno ancora arrestata (anche se qualche colpo di testa giustificherebbe le manette), ma sono dentro casa da troppo tempo. Desidero con tutta l’anima una passeggiata in riva al mare, tanto sole e l’amnesia totale circa tutto quello che riguarda esami, verbalizzazioni e libri. Sì, cancello per qualche ora anche i libri.
Sono una sòla. Non riesco a trovare un hobby che sia degno di questo nome e che mi allontani dalla scrivania. Sono una sòla anche perché ho lasciato a metà tutto quello che stavo scrivendo per mesi ed ora che ho gli esami a giorni, mi sta venendo l’ispirazione. Sono una sòla, perché la mia pausa studio consiste nel chiudere la cartella word su cui sto lavorando e aprirne un’altra per scrivere. Risultato: ho la schiena spaccata a metà, che sembro appena tornata dalla miniera con Ciàula. Voglio anche un massaggio. Diciamola tutta, allora. Pretendo una Spa, nei pressi di un mare cristallino, sotto un sole caldo e una cucina regionale, con una carta dei vini che sembri un opistografo (si definisce opistografo, il rotolo di papiro scritto sul recto e sul verso: voglio farmi male).
Non mi piace neanche accendere la tv a quest’ora. Odio Rosamunde Pilcher e tutti i suoi romanzi, quindi disprezzo profondamente i produttori di pellicole ispirate ai suoi scritti: soldi buttati, che sarebbero di certo tornati utili a qualche regista emergente. Odio i nuovi cartoni animati. Sono cresciuta a pane e bimbumbam, non mi capacito ancora che i miei cuginetti abbiano come appuntamento fisso i pokemon, i digimon e qualsiasimon cosamon finiscamon con –mon. Trovo Alda D’Eusanio un reperto archeologico che gode sulle disgrazie altrui. Lei su un divanetto, che ascolta i problemi altrui, mi fa pensare che, alla fine, porti pure un po’ sfiga. La Vita in Diretta è l’apoteosi del buonismo e del kitch. Il carosello dell’inutilità dei personaggi del mondo dello spettacolo (quante preposizioni articolate ha questa frase?). Braccia rubate all’agricoltura.
Scartata l’opzione tv, accendo una sigaretta e resto davanti al computer.
E infatti il post dura il tempo di una sigaretta.
Torno alle sudate carte, dandovi un annuncio.
Tra qualche giorno, appena finito con gli ultimi esami di maggio, chiederò la tesi. Ho ancora qualche dubbio, ma sono abbastanza convinta. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.


PS. Perchè la toga la mettono solo quelli di Medicina ed Economia e Commercio? Noi letterati siamo poverelli? Embà!

martedì 29 aprile 2008

Datemi un martello...

E' nera nera nera nera nera nera nera nera...
Scusate. Cantavo.


Come scusa? Polemica? Ma chi? Io? No. Assolutamente no. Erano gli Avion Travel che profetizz...ehm, cantavano al Festival di Sanroma.
Oggi sono piuttosto allegra. Isterica direi, ma allegra mi fa sentire meno instabile.
Quest'anno faccio anch'io il mese di maggio. Inizia con due esami lunedì prossimo e poi uno alla settimana. Come le sedute dei trattamenti d'urto dall'estetista. Spero di non schiantarmi.
La settimana poteva iniziare decisamente meglio: ho perso il libretto universitario.
Sono un pizzico incasinata, forse distratta. Dimentico tutto. Sono nata con l'amnesia congenita e la distrazione cronica. Uscendo dall'utero materno ho anche dimenticato la camicia. E sono nata un 17. Venerdì. Figuriamoci.
Tornando al libretto universitario, mica lo sapevo di averlo perso. Eh no. Me ne sono accorta per puro caso, quando l'ho cercato per fare una tessera in biblioteca (avete presente la dogana in Padania, che ha in mente Bossi? Nella biblioteca dell'Ateneo l'abbiamo già). Scomparso. Stava lì, bello lucido lucido, tra le maglie di mio fratello. Stava. Ora non ci sta più. Ma io so perchè.
Dovete sapere che ogni tanto in facoltà girano i laureandi con il modello 100. E' uno stronzissimo modulo bianco e nero, stampato con una comunissima stampante (scommetto la testa, che ha pure le cartucce taroccate), che dalle nostre parti si sfoggia con vanto. E' l'equivalente cartaceo della frase "Mi laureo PRESTISSIMO!". Ed io, tra una pagina e l'altra, tra uno statino ed un appello, tra una tela dipinta ed un bronzo dorato, guardavo il modello 100 dei laureandi, pensando "Quando sarà il mio turno? Andrò mai in segreteria a richiedere un modello 100?".
San Nicola mi ha accontentata. San Nicola non fa un miracolo per il mio lato B, però mi accontenta sul modello 100. San Nicola non fa i miracoli quando glieli chiedo. Me li impone. E pure a modo suo. Io non gli ho chiesto di farmi usare il modello 100 perchè il libretto ingombra. Era un modo come un altro per dire: gli esami non finiscono mai. Solo che questa frase mi sembra sia stata già usata. E lui ha interpretato alla Federica Sciarelli maniera.
Chi l'ha visto, il libretto? Pensate...
Comunque, visto che il libretto mi serve, urge duplicato. Dopo aver parlato telefonicamente con le segreterie di Medicina, Agraria e Psicologia, riesco a mettermi in contatto con quella di Lettere. L'impiegata è molto gentile e mi dice tutto quello che serve dicendo: "Non preoccuparti. Succede. Domani in cinque minuti sistemiamo tutto, poi entro una settimana ti arriva". Confortata da ciò vado a sporgere denuncia (di smarrimento per richiesta al Magnifico Rettore, n.d.M.) dai Carabinieri. Sono qui, anche per sfatare il mito del carabiniere scemo. A parte il modulo della denuncia a cui mancava un "sottoscritto/a", sono stati abbastanza efficienti nel fare la fotocopia.
Fotografie. Denuncia. Richiesta con autobiografia per il Magnifico. Marca da bollo. Perfetto. Un mondo di burocrazia celere mi si è aperto davanti. Arriva il mio turno dopo tre quarti d'ora (burocrazia celere, ma gradualmente) e...
Segretaria: Signorina manca il bollettino. Avanti il prossimo!
Io: Come il b..b..bollettino?!?
Segretaria: Ufficioeconomatopianoterrarichiedastampatieversi...
Armata di pazienza, perchè non potevo fare altro, vado alle Poste. Ecco, da quelle parti il Pacco Celere è una cosa. Il servizio celere è un'altra.
Rientro in Ateneo con molta nicotina e poca pazienza in corpo e la segretaria ha tolto la rotellina dei numeri del salumiere. Ci fanno entrare in segreteria solo se diciamo "due etti di crudo di Parma".
Segretaria: Signorina, nel pomeriggio siamo aperti.
Io: Signorina, io oggi pomeriggio devo studiare.
Siccome ho il dono della diplomazia, mi sono piazzata davanti alla segreteria e sono andata via solo quando ho visto il timbro sulla richiesta.
In sottofondo l'impiegato diceva: Tra una decina di giorni le arriva... Nel frattempo usi questi. Sono i modelli 100.
Lampadina sulla mia testa! Li ho chiesti talmente tante volte che San Nicola mi ha fatto la grazia. Ora, San Nico', spostati un po' dalle parti di Bari Vecchia. Così, bravo.
Io comunque continuerò ad usare i modelli 100 fino a nuovo ordine.
Vi avviso: se una matricola precisa e superorganizzata li guarderà con adorazione ed oserà chiedere "Ti laurei?", io canterò.
Indovinate cosa?

PS. 10 a 1 che appena arriva il libretto nuovo, salta fuori quello vecchio.


mercoledì 9 aprile 2008

I mille volti del calendario: mercoledì

Faccio ufficialmente una promessa: la mia votazione di laurea sarà superiore al 104/110.
Segnatelo come vi pare, col sangue, sul palmare, sulla Moleskine, sui muri di casa vostra, fate voi.
Oggi Alessia Fabiani si è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una votazione di 104/110. Siccome io studio Scienze dei Beni Culturali e (senza presunzione) valgo un paio di punti in più, se non mantengo la promessa, vuol dire che il mondo funziona al contrario e avrei dovuto fare la velina a tempo perso pure io.

Oggi la Feltrinelli mostrava colonne infinite del prodotto più infame che la letteratura italiana possa aver sfornato per i ragazzi: il libro di Amici (non mi chedete il titolo, cercatevelo. Non me lo ricordo, e fare una ricerca su internet per conoscerlo, sarebbe uno spreco di quel bellissimo strumento che è Google). Suppongo che se venissero meno un po' di copie, la Feltrinelli crollerebbe. Secondo me poggia il soffitto su quei libri. Colonne in un discutibile ordine defilippiano, direbbe uno storico dell'arte.

Altra curiosità del giorno. Ho cercato la Galleria d'Arte Bonomo a Bari. La professoressa ha detto che si trova in via Dell'Arca. Avevo circa mezz'ora prima del treno e, visto che è nei pressi della stazione, mi sono messa alla ricerca. Chiedo informazioni.
In Ateneo: guarda, è a Bari Vecchia (!) dopo gli archi. [Non saprò dov'è, ma di una cosa sono certa ed è che è vicina alla stazione]
Il passante: Da queste parti. Guarda un po'. [Sì. Poi ti faccio sapere via fax!]
Il tassista: Non ti devi muovere di qua [è un sequestro?]. Vai dritto per dieci metri, poi alla seconda gira a sinistra. [Non so se pensasse che avessi il tassametro o dovessi rispettare il senso unico, ma mi ha facco fare il giro di Puglia e Lucania.]
Morale: è via Dall'Arca. In più, a fare da portinaia, una donna che non ha proprio l'aria da gallerista, e infatti non lo è. Ad invitarvi ad entrare in Galleria un tipo uscito da una Comune anni '60 in pieno stile figlio dei fiori. Mi sembra che gli occhialini fossero proprio quelli di Lennon.
Non sono riuscita a vedere se dentro c'era Yoko Ono. Rischiavo di perdere il treno.

Oggi il Centro Studi Normanno - Svevi ha impegnato parte della mia giornata per la prima volta. Grazie a tutti i ragazzi. Quando si aprono le nuove parentesi, vado automaticamente in paranoia da pesce fuor d'acqua. Oggi non ero pesce.
Ero pizza.
Quattro stagioni.






lunedì 25 febbraio 2008

Esami, musica e baci

Pizza e cioccolata. Questa è la ricetta.
Il giorno prima di un esame, a cena, questo è ciò che si trova sulle mie gambe.
Un divano, un film, la scatola per la pizza da asporto e una tavoletta di cioccolato extrafondente.
Ieri il film è stato sostituito da un'impietosa donna che (fortunatamente ha lasciato finire Che tempo che fa), monopolizzando il televisore, ha spodestato un video sull'antico Egitto (effettivamente mi rendo conto lo scarso interesse che questo lungometraggio possa aver suscitato nella testa di chi, in una domenica universalmente giorno di riposo, si è fatto 90 km per una riunione di lavoro), per vedere chi tra bianchi e blu, avesse le linee più precise, fosse più intonato, trasmettesse più emozioni.
A dire la verità, potrei anche apprezzare il tentativo di chi porta in televisione arti come musica, recitazione e danza. Ma non lo faccio per la semplice ragione che non si tratta di reale interesse per l'arte, ma di mera propaganda. Scenette come quella di ieri non devono passare come danza, perchè portano chi guarda a pensare che tutti possono. Sacrificio e studio, questo è ciò che ci vuole. Altrimenti fra dieci anni le veline sembreranno Carla Fracci.
Off al televisore per me. Coperte sulla testa.

Un discreto risultato portato a casa.
Rigorosamente dopo aver chiamato l'arco di Settimio Severo "Sevirio Settemo", aver quasi distrutto uno scaffale e aver ricevuto il mio ventotto. Mi sento un pochino più ricca. Dentro. La testa.
Il portafogli ha sempre lo stesso peso.

Oggi comincia Sanremo. Fiori, polemiche e Dopofestival. Che io non seguirò perchè impegnata a seguire le vicende musicali, associative e cinematografiche in quel di Barletta.
Non so chi sono i big, perchè noi i big ce li abbiamo in loco. Jam Passion biologica. No OGM (Organismi Grottescamente Musicali).
Non ascolterò i giovani. Quelli ce li abbiamo già. Arci genuino (associazionismo prodotto nelle nostre terre).
Forse vedrò Elio e le Storie Tese al Dopofestival (messaggio pubblicitario non pagato: ultimo album veramente comico!).
E mi addormenterò con il telecomando tra le mani, aspettando che mio padre venga a spegnere il televisore prima di darmi il bacio della buonanotte (ci sono momenti nella vita di una donna in cui sentirsi bimbe non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Mastercard).

lunedì 18 febbraio 2008

Atque Priamides...

Hanno perso i bianchi.
La giornata di oggi si apre sul primo telegiornale utile dopo lo studio, Studio Aperto appunto (qui ci sarebbe da fare una lunga digressione sul significato di telegiornale per il direttore di Studio Aperto. Cioè è curioso chiamare telegiornale, un qualcosa che sulla scaletta prevede trenta secondi sull'omicidio di Perugia e quarantacinque minuti sul numero di ingressi al Billionaire nell'ultimo week-end, o sulla talpa nana che adotta un canguro cieco).
Hanno perso i bianchi. Amici di Maria vede la sconfitta della squadra di bianco vestita e la vittoria della squadra azzurra (che ben poco ha a che fare con i mondiali fratelli e la coppa del mondo).
Ora, capite bene l'irritazione di una che, accende la tv dopo una mattinata passata sulla fotocopia della fotocopia della fotocopia sbiadita di un manoscritto dell' XI sec. per sapere cosa accade nel mondo (a grandi linee per i motivi sopra citati. Suvvia, non mi aspetto chissà quali notizie, giusto le principali) e si vede in prima linea quattro gorgheggi e otto saltelli.
E infatti per sapere che i politici continuano a scannarsi per dieci poltrone, un pezzo di merda ha rovinato per sempre la vita di una bimba di quattro anni e Bush si dice contento della situazione in Kosovo e che continuerà a seguirla (non so perchè, ma quando ha detto questo ho avuto paura), ho dovuto aspettare le tredici e trenta. Mondo ladro, telegiornali inutili e parabola non funzionante!

Ma parliamo dell'individuo che in un giorno di pioggia decise di non uscire perchè non voleva incontrare Licia e mozzò la punta del calamo, inventando sul momento la scrittura gotica. Certo, grande invenzione. Per chi? Per te? Sapevi che avrei dovuto sostenere un esame? Sei bastardo. E infatti abbiamo anche la gotica bastarda. Giuro.

Professore: Si rende conto che le origini della scrittura gotica non sono da ricercare in un cartone animato?
Mariolina: Siamo in Francia. Lì piove.
Professore: Sì, ma Licia non è francese!
Mariolina: Infatti era a Parigi per l'ultima tappa del tour dei Bee Hive. Seguiva spesso Mirko.
Il professore ci penserà e mi darà ragione. Poi chiamerà la croce verde e mi porteranno via con un grazioso vestito bianco, in una casa bellissima a far compagnia a Giulia della Cambusa. Verrà Omar si innamorerà di me e Tommy e Fabio potranno scrivere il secondo capitolo. Il titolo: La gotica, storia di una scrittura e di altri esami.


Prima di farmi ricoverare, l'ultimo pensiero da sana di mente. Comprate la Cambusa e diffondete il Cambusa - Pensiero.